Negli occhi degli sconosciuti

#Mostra Sondrio - by Francesca Candito

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Mostra personale di Francesca Candito a Sondrio dal 4 al 30 giugno 2018

Francesca Candito

Negli occhi degli sconosciuti

Mostra personale di Francesca Candito

Dal 7 al 29 giugno presso la sala mostre del Museo Valtellinese di Storia e Arte (MVSA), si terrà la mostra personale dell’artista Francesca Candito.

Candito costruirà un fil rouge tra i giorni nostri e l’epoca in cui è vissuta Rosa Genoni. Dai primi del novecento ai primi del duemila. La ricerca artistica di Candito si svilupperà tra salti temporanei continui, sovrapposizioni, stratificazioni di pensieri su tematiche attuali oggi e dirimenti ieri. I punti tematici trattati saranno quelli che hanno impegnato instancabilmente la stilista Rosa Genoni e che sono contemporaneamente spesso presenti nella ricerca artistica, nonché nella vita, di Candito.

L’empatia, la grande dote di Rosa Genoni che le ha permesso di entrare in profondità delle questioni perché sapeva aprire il cuore, ascoltare e tendere una mano ogni volta che era necessario. Dagli aiuti ai profughi della prima guerra mondiale, ai tanti progetti di natura sociale che ideava e finanziava . Le sue idee erano di una semplicità unica, come quella di mettere a disposizione una culla pulita e confortevole per i neonati delle carcerate. Nulla al caso, tutto pensato con attenzione estrema ai particolari, come svolse l’insegnate all’Umanitaria di Milano per le giovani donne carcerate. Non fece delle semplici lezioni di sartoria ma insegnò loro la storia dell’arte [ e quindi la storia, la geografia e tutte le sapienze annesse]. Per far questo, con coscienza e professionalità, si preparò andando di persona a visitare i vari istituiti carcerari più innovativi in Europa.

L’empatia ti porta a cogliere gli sguardi, si potrebbe anche dire viceversa ma il concetto non cambia: l’empatia e gli sguardi delle persone, anche quelle che non conosciamo, vanno di pari passo.

La questione di genere, per esempio, ancora gravemente irrisolta oggi e ieri portata all’attenzione di tutti da poche personalità lungimiranti come Rosa Genoni, che si rifiutava di proporre la donna schiacciata tra corsetti e lustrini per lasciare spazio a una donna che vestiva con la stoffa che allora si usava solo per gli abiti maschili.

Lei per prima ha dimostrato quanto una donna può ed è in grado di poter fare, tra i suoi viaggi solitari di lavoro, iniziati in giovane età, in tutta Europa fino a spingersi in America. Tra i doveri di una donna, per lei, cera anche quello di partecipare attivamente alla vita politica [socialista], senza protagonismi ma con l’umiltà di chi sa che con poco si può cambiare il mondo giorno dopo giorno.  Se consideriamo il contesto storico (primi del novecento) possiamo subito percepire la straordinarietà degli eventi.

Così, attraverso la testimonianza di vita di Genoni e gli sguardi, i volti, occhi di persone che potremmo non conoscere ma sentirne la presenza, si attraverseranno ponti temporali facendo connessioni tra tematiche sociali sempre presenti e sempre attuali .

 

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