GUIDO VAN DER WERVE. AUTO SACRAMENTAL

#Mostra Milano - by Ginevra Bria

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La più completa mostra monografica di Guido van der Werve, al FuturDome

Ginevra Bria

FuturDome presenta la più completa mostra monografica di Guido van der Werve in Italia, a cura di Atto Belloli Ardessi e Ginevra Bria.

La mostra include venti lavori tra film, videoinstallazioni e composizioni musicali che preparano gli ambienti domestici del palazzo alla performance inedita che verrà realizzata durante la settimana di miart.

Per oltre quindici anni Guido Van der Werve (1977, Papendrecht, Paesi Bassi) ha realizzato film che rendono testimonianza immortale dell’estrema resistenza fisica umana, della capacità di sfidare il principio di morte, correndo, attraversando mondi ghiacciati, nuotando, scalando e andando in bicicletta. Van der Werve accompagna quasi ogni performance con colonne sonore che lui stesso compone e che spesso esegue, rendendo omaggio agli autori romantici da lui ammirati.

Auto Sacramental (in spagnolo auto si traduce atto) di  Guido van der Werve è una mostra che evoca i componimenti drammatici ciclici, messi in scena all’aperto e in atto unico, nati in Spagna agli inizi del Trecento, poi sviluppati nel medioevo in tutta Europa.

Gli autos sacramentales svolgevano una funzione dialettica durante le processioni trecentesche del Corpus Christi, esprimendosi con grande forza teatrale, unita a naturale espressività, il mutamento della transustanziazione del corpo e il mistero della fede.

Nei secoli, venendo meno anche il valore originario di composizione drammatica religiosa, molti autos sacramental hanno assunto argomento profano, glorificando non tanto un evento passato, quanto la materializzazione di un miracolo presente.  All’interno del quale la tensione estrema del corpo, tra nascita e rinascita, si manifesta come memento nei confronti delle polarità della vita.

Il genere dell’auto sacramental, nell’opera di Guido van der Werve si rivela non solo nell’ambito di ogni singola performance, ma anche come legame drammatico, ricorsivo generato tra un lavoro e l’altro. Capovolgendo elementi stilistici e apportando nuovi significati a fenomenologie tanto fisiche quanto intrapsichiche dell’atto scenico.

Il giorno 9 Aprile, Due giorni prima rispetto al finissage di Auto Sacramental, Guido van der Werve presenterà una performance inedita che coinvolgerà 27 elementi dell’ Orchestra Filarmonica dei Navigli. La performance, attraverso musiche composte dall’artista, esaminerài limiti dell’agire umano e dell’agire di un oggetto in azione.

Attraverso Auto Sacramental, FuturDome continua a diventare, in maniera crescente, un museo che si abita, coltivando talenti emergenti internazionali e offrendo una casa a pensatori pionieri di nuovi linguaggi espressivi. Un territorio in cui l’arte contemporanea e le discipline diventano una arte integrante del vivere quotidiano, con lo scopo di dedicarsi a progetti inediti a diretto contatto con un’atmosfera domestica dall’impronta storica.

Come museo indipendente, FuturDome trasforma i propri spazi in un ambiente adatto ad un nuovo ritorno, ad un habitat in-naturale, un luogo di natal homing per l’artista olandese.

 

 

Guido van der Werve. Nasce nel 1977, a Papendrecht, Paesi Bassi. Vive e lavora tra Hessi (Finlandia) e Berlino. Van der Werve si è formato suonando e studiando il piano classico, interessandosi all’arte contemporanea solamente più tardi nella sua vita. Ha studiato Audio Visual Arts presso la Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam ed è stato in residenza presso la Rijksakademie van Beeldende Kunsten fra il 2006 e il 2007. Ha preso parte all’International Studio and Curatorial Program di New York nel 2008, artista in residenza alla Künstlerhaus Bethanien di Berlin nel 2011.

Inizialmente van der Werve ha cominciato il proprio percorso come artista performer, intenzionato a non ripetere la performace live più di una sola volta, ha quindi cominciato a documentare i propri interventi. Sviluppando questa pratica, si è rapidamente interessato al cinema e alla cinematografia, dove ha trovato un'analogia emotiva simile a quella della musica, che a lui mancava nelle arti visive. L’elemento chiave del suo lavoro, ad oggi, è ancora la performance, a cui si sono aggiunti la musica, i testi, lo sport e le scene en plein air come elementi ricorsivi. I suoi lavori sono caratterizzati da riprese lunghe e meditative, nonché dal rifiuto di lavorare con attori professionisti.

 

 

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