i7savi

#Opera d'arte Milano - by Dario Bellini

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raccolti di € 7.000,00

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i7savi, scultura teatrale di Dario Bellini. Oplà! sette savi, sette super-avi, disputano le loro ragioni ma forse non si capiscono...

Dario Bellini

Il progetto

Di cosa parliamo?

Argomenti, in quantità industriale. Cause. Ottime cause per cui battersi, e morire anche, se occorre… e molti vi muoiono, infatti.

In scena sette attori interpretano sette artisti dell’avanguardia italiana che disputano in modo serrato, appassionato e visionario, tirando in ballo considerazioni sulla loro poetica, sulla politica. Nello scambio fra Boccioni, Fontana, Melotti, Manzoni, Rosso, Licini e Wildt, prende vita una celebre scultura degli anni trenta.

Da scultura di pietra a scultura teatrale; una scultura di parole.

I7savi ha ricevuto il patrocinio dalla Fondazione Fausto Melotti che definisce l’opera “un progetto intelligente, una situazione sospesa che ci porta direttamente nella cultura e nello spirito di questi grandi personaggi del mondo dell'arte.”.

Primo appuntamento a Gennaio presso la storica Galleria Milano, via Turati 14, Milano e poi in istituzioni, teatri e gallerie d'arte italiane.

I7savi segue la scia di un percorso artistico basato sul genere della "scultura teatrale". Il progetto nasce come evoluzione del Concerto Sinottico forma di azione dal vivo ideata all'interno di Warburghiana, gruppo che opera dal 2004.   https://it.wikipedia.org/wiki/Warburghiana

Fondi: Il Crowdfunding è essenziale per il sereno lavoro di una decina di professionisti coinvolti: sette attori materialmente in scena, progettazione e realizzazione dei costumi, musiche originali affidate a Gianluca Codeghini. Logistica e comunicazione.

 

 

Ho chiamato scultura teatrale quest’opera che ha le fattezze di una pièce teatrale ma l’intenzione di una scultura di parole. Un’espressione più precisa per descriverla esattamente sarebbe che si tratta di una disputa per sette personaggi. Sette attori in scena ognuno avanza le sue argomentazioni, qualcuno è morto giovane, qualcuno ha visto passare quasi tutto il secolo, eppure la disputa li pone sullo stesso piano e nello stesso tempo, senza che nessuno di loro si scomponga per questo. Un unico discorso? Una sola appartenenza? La costante di un tipo di arte che è speculativa per pudore.

In una delle ultime interviste televisive Fausto Melotti suggerisce di guardare ai venticinque secoli che lo separano dal greco Fidia come a venticinque vegliardi esattamente come lui messi in fila: arrivano poco più in là, dice. Sono solo venticinque persone di una certa età l'una accanto all'altra e arrivano poco più in là. Mi ha fatto venire in mente il suo gruppo dei Sette savi e ho pensato che ogni personaggio fosse un artista. Convenuti, come stanno di solito oggi nei musei, sono sette figure bianche che dialogano in silenzio. In origine, nella prima versione, erano collocati nella sala della Coerenza allestita dal gruppo di Banfi Belgiojoso Pressutti e Rogers per la Triennale del 1937, e attraversati da strisce di testo. Oplà! sette savi, sette super-avi, disputano le loro ragioni ma forse non si capiscono... e come potrebbero? C'è stato il fascismo, c'è stata la fine della guerra e poi migliaia di macchine per le strade...
A pensarci non sembra neanche che fosse così. E per ciascuno è stato a suo modo. L'arte non salta fuori dalla testa così, o così... ciascuno ha dato la vita...       Dario Bellini

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