Outer Space

#Mostra Milano - by Ginevra Bria

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Outer Space - la prima mostra dedicata ai project space italiani

Ginevra Bria

Abbiamo impiegato quasi dodici anni, per tornare ad aprire FuturDome a Milano, all’arte, all’avanguardia. Dodici anni in cui l’Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo ha impiegato risorse e conoscenze proprie, al limite delle sue stesse forze, per restituire, così com’era, un frammento storico di Milano a tutta la città. Un omaggio alla sua storia e, allo stesso tempo, alla sua urgente, necessaria contemporaneità.

Il 27 marzo, durante miart, per la prima volta in Italia, in FuturDome, si riuniranno dieci art space, dieci spazi indipendenti di ultima generazione, in dialogo in un solo luogo, in una mostra curata.

Fino al 15 aprile, in un palazzo disabitato del 1913, a qualche minuto da Corso Buenos Aires, Outer Space diventa tramite e materia di un’esplorazione sull’arte emergente italiana, aperto a chiunque.

La mostra rappresenta un terreno di scoperta, di sperimentazione e ricerca sull’arte contemporanea attraverso dieci progetti inediti.

Nell’universo dell’arte di oggi,  il vuoto apparente che sembra esistere, tra istituzioni culturali e gallerie commerciali, non consiste in una vastità, in un vuoto assoluto, ma nel processo generativo di realtà in espansione, che oggi danno origine a stelle visibili.

Outer Space è a cura di Ginevra Bria con la direzione artistica di Atto Belloli Ardessi. I project space invitati da Ginevra Bria aderiscono a diversi modelli esistenti di spazio indipendente: Almanac (Torino), Current (Milano), Gelateria Sogni di Ghiaccio (Bologna), Le Dictateur (già interno a FuturDome), Site Specific (Scicli), T-Space (Milano), Tile Project Space (Milano), Mega (Milano), Treti Galaxie (Torino) e Ultrastudio (Pescara).

Inoltre, al primo piano di FuturDome, Agreements to Zinedine curerà un intervento ambientale dal titolo Refuge in Case of Tropical Storm, specificatamente idearto per Outer Space. L'agenzia non costituita, di artisti per artisti, fondata a Milano nel 2015, occuperà un intero appartamento per sviluppare un paesaggio luminescente, un giardino tropicale interno narrativo, che funzioni da zona di approfondimento per i visitatori e come area di consultazione dei saperi di tutti e dieci i project space partecipanti.

Da Milano a Bologna a Pescara, all’interno di spazi urbani fisici, oppure immateriali, che li identificano e li connotano, i project space selezionati testano nuovi territori dell’arte contemporanea anticipando il mercato dell’arte e promuovendo artisti emergenti attraverso attività che forniscono ad audience particolari, in momenti specifici, il riempimento di un vuoto che il mondo dell’arte non riesce a colmare.

In Outer Space, all’interno delle metrature di FuturDome gli spazi indipendenti, decontestualizzati rispetto alle sedi che li fondano esprimono la forza e la solidità delle loro incursioni nel futuro dell’arte, mostrandosi non solo come realtà temporanee in grado di crescere e operare ma anche come istituzioni professionalizzate in grado di definire la prossima generazione di artisti.

Ognuna delle realtà ospitate negli spazi di FuturDome si contraddistingue per un pensiero, un approccio alla curatela e una linea di studio molto precisi. La matrice sperimentale è il carattere che contraddistingue ognuna delle entità di Outer Space: ciascuna svolge un ruolo fondamentale all'interno del sistema dell'arte come elemento singolo e dunque autonomamente indipendente. 

Outer Space riunisce un numero ristretto di realtà chiamate a relazionarsi l'una con l'altra, per la prima volta convocate, incluse nello stesso luogo. Affidando un’unità abitativa a ogni spazio indipendente, si intende ritrarre la costellazione di una comunità organica, attraverso: la vicinanza reciproca, i differenti contesti di riferimento, i punti in comune e quelli di distinzione, nonché l’avventura di uno spazio condiviso. Fondamenti attraverso i quali formulare una mostra che indaga, attraverso progetti inediti, allegoricamente ed esteticamente, la materia dell’oltrespazio, dell’Outer Space. Un piano possibile costituito dalla pratica e dal pensiero secondo diversi spessori del vuoto. Una dimensione che restituirà uno spettro ad ampio raggio sulla produzione e le singole ricerche che compongono una galassia vitale, ancora poco conosciuta, interna al sistema dell'arte italiano.

 Per avvicinare gli artisti proposti e i rilevamenti dei diversi project space a un pubblico di collezionisti già affermato, o in via di crescita, Diego Bergamaschi curerà gli Special visiting tour. Una serie di visite guidate a invito che si svolgeranno in FuturDome, durante i giorni di inaugurazione di miart.

Il palazzo Liberty è un luogo storico, in cui gli ultimi futuristi usavano incontrarsi negli anni Quaranta. Ora si chiamerà FuturDome. Concepito da Isisuf - Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo, con la direzione artistica di Atto Belloli Ardessi, lo stabile ospiterà un progetto di housing museale dedicato all'arte contemporanea, nel quale i futuri spazi residenziali, convivranno con eventi organizzati nelle parti comuni, o anche direttamente negli appartamenti privati. Il processo di restauro di via Giovanni Paisiello 6, non prevede solo un progetto di riqualificazione di un edificio storico, ma rappresenta anche la trasformazione di un palazzo in un condominio aperto, volto all'avanguardia architettonica ed estetica. L'edificio sta per rivelarsi un immobile dalle molteplici chiavi di lettura: dall'architettura all'arte, dalla moderna funzionalità al comfort abitativo e coniuga gli spazi storici con l'arte pubblica, con installazioni, elementi scultorei e ambientazioni fruibili dalla cittadinanza.


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