BEART MAG

10/05/2017

Claudia Contu

5MIN LETTURA

Art Apartments lancia un progetto di residenza a Londra!

Ciao Alessia, grazie per questa intervista. Partiamo dal principio: come nasce Art Apartments?

Ciao Claudia, Art Apartments nasce da una società di real estate management che si basa sull'affitto di appartamenti per brevi periodi, attiva da diversi anni. Mia madre ha studiato arte, e un paio di anni fa ha organizzato un evento a Londra in cui si dava la possibilità ai nove ospiti di fare un tour degli appartamenti, in ognuno dei quali vi erano le opere di un artista, e poi cena più aperitivo. Doveva essere un evento singolo, poi in quel periodo io stavo rientrando a Londra e abbiamo pensato che era un peccato non utilizzare quelle connessioni. Le opere erano rimaste negli appartamenti, quindi si è deciso di trasformare la società in “Art Apartments”. I nuovi appartamenti hanno la prerogativa di avere opere di artisti, e continuiamo ad organizzarvi eventi aperti al pubblico. Ad esempio, per lanciare Art Apartments l'anno scorso abbiamo chiamato 5 street artists ad esporre in 5 diversi appartamenti a West London.

Questo permette sicuramente alla società di avere una visibilità diversa, e allo stesso tempo di dare al pubblico possibilità di fruire le opere in modo più vivo e diretto e, dato che per i creativi Londra è un posto difficile, rispondere a delle esigenze pratiche, come ad esempio trovare un posto in cui esporre senza dover pagare delle fee.

 

Il progetto di residenza “London is open”, che state realizzando tramite una campagna di crowdfunding su BeART. Quest'idea è nuova per voi, o ricalca delle esperienze passate?

È una cosa nuova, perché Art Apartments di base porta le opere negli appartamenti, e negli eventi passati è capitato che venissero artisti dall'Italia per il singolo evento. Per alcuni era la prima volta a Londra, o la prima volta in un ambiente artistico diverso da quello italiano, ed il contesto è stato grande fonte di ispirazione anche per loro. Abbiamo pensato che la naturale evoluzione fosse dare loro anche la possibilità di passare del tempo in una città nuova.

C'è la volontà di dare agli artisti la possibilità di realizzare qualcosa a Londra, un qualcosa che sarà imprescindibilmente collegato ad una profonda conoscenza della città. Il bando prevede due cose: che ci sia una descrizione del percorso artistico dei candidati, e che il progetto di questi abbia per tema “London is open”. Il punto fondamentale è il perché il progetto va fatto proprio in questa città, collegandolo alla realtà della Londra post Brexit. Il Sindaco di Londra ha lanciato questa campagna con l'idea di dare il messaggio che la città è aperta e viva. Per la comunità internazionale questo è un messaggio importante e al di là del discorso politico vogliamo poter portare artisti da oltre i confini, auspicando che queste interazioni possano portare una crescita.

 

Come avete conosciuto la piattaforma?

BeArt l'abbiamo conosciuta ad un incontro del Business Club Italia. Durante le colazioni organizzate per presentare start up italiane a Londra, prima della Brexit. Si era parlato del progetto BeArt e in quel momento Art Apartments era in fase di gestazione, quindi ho parlato con Jessica Tanghetti e abbiamo pensato di lavorare insieme. A noi l'idea di BeArt era piaciuta, loro si sono interessati al progetto, finché ad un certo punto abbiamo iniziato a crescere insieme. Da soli non potremmo fare una cosa del genere.

 

Fra i vari rewards che vengono dati in cambio a chi sostiene il progetto ce n'è uno che permette di votare tra gli artisti scelti. Come funziona?

Sì, credo sia il più divertente tra i rewards, perché possono essere gli stessi backers a decidere i vincitori della residenza tra gli artisti selezionati. Chi dona almeno 20 pounds può avere diritto a un voto. Così c'è la possibilità di decidere chi si pensa meriti di fare questa esperienza, e in più scegliendo si ha modo di interagire con l'intero progetto.

 

Chi sono gli artisti che potrebbero vincere la residenza?

Abbiamo ricevuto circa sessanta domande da tutta Italia, tra cui la nostra giuria artistica ne ha selezionate 15. Ci hanno raccontato nei loro progetti di come per loro Londra sia libertà, classicità e innovazione al tempo stesso. Usano tecniche che variano dal disegno, alla land art, alla Street art, al collage. Appoggiare il nostro progetto sarà dare la possibilità di realizzare alcune queste idee per un mese di lavoro a Londra. Alla fine della residenza i lavori saranno esposti e presentati in un evento. Ovviamente tra le ricompense per i nostri sostenitori c'è anche l'invito alla serata finale.

Grazie Alessia per avermi parlato di "Art Apartments" e buon fortuna con la campagna!



Fausto Melotti e Piero Manzoni si saranno mai parlati? Non lo sappiamo, ma nella "scultura teatrale" intitolata "i7savi", di Dario Bellini, lo fanno. Si vedranno scintille durante la prima rappresentazione dell'opera, a gennaio 2018, presso la galleria "Milano". Abbiamo intervistato Bellini per saperne di più sul suo nuovo progetto, che è aperto alle donazioni sulla piattaforma di crowdfunding BeART.

Maria Martinelli è la regista de "L'artista è innocente / Save the artist", una web serie ideata insiee a Luca Donelli e Gianfranco Tondini. La serie vuole dipingere il mondo dell'arte nel suo insieme attraverso il punto di vista di un gallerista e di un artista. I due (Luca e Gianfranco), che sono un gallerista e un artista anche nella realtà, dovranno fronteggiare i diversi problemi che fiere dell'arte, mostre, collezionisti e così via porteranno con sé di volta in volta. Nel seguire i diversi episodi, il pubblico potrà così avere un panorama completo di questo affascinante e ambiguo mondo.

THERE IS NO PLACE LIKE HOME è un progetto d'arte contemporanea itinerante, nato a Roma nel 2014 dall'iniziativa degli artisti: Alessandro Cicoria, Stanislao Di Giugno, Giuseppe Pietroniro, Daniele Puppi, Marco Raparelli e due storiche dell'arte Giulia Lopalco e Giuliana Benassi la quale , nell'intervista che segue, ci spiegherà come possa nascere un progetto espositivo nomade che trasforma spazi urbani inconsueti e zone periferiche in musei a cielo aperto dove il rapporto con l’arte è spontaneo e immediato.

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